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AQP tra i finalisti all’Oscar di Bilancio 2025

Presentati i finalisti dell’edizione 2025 dell’Oscar di Bilancio. Affianco A2A e Herara spicca: Acquedotto Pugliese.

Un premio prestigioso promosso da FERPI, con il contributo di Università Bocconi e Borsa Italiana, in palio per i concorrenti.

“L’ingresso nella terna finale rappresenta un risultato significativo e un impegno ulteriore verso la comunità – sottolinea il presidente Domenico Laforgia – perché testimonia un percorso che pone la sostenibilità al centro della nostra azione. Il bilancio diventa così un patto di fiducia, capace di raccontare con sincerità risultati, impatti e scelte strategiche.”

L’obiettivo, per arrivare alla promozione, è la capacità di questi di coniugare in modo efficiente la qualità dei documenti di bilancio, e rendicontazione; con trasparenza, responsabilità e integrazione.

L’AQP realizza Report Integrati: unione tra bilancio civilistico, bilancio di sostenibilità e Integrated Report. Inoltre, sono redatti annualmente i bilanci di genere, da cui si evincono i dati relativi alla parità di genere, e il Report innovazione e attività internazionale, dove sono inserite: strategie, progettualità e risultati nel campo della ricerca, dell’innovazione e della cooperazione.

Così, AQP ha anticipato di gran lunga i requisiti europei, fissati nella nuova Corporate Sustainability Reporting Directive. Quest’ultima funge da integrazione tra dimensioni economiche, sociali e ambientali all’interno delle aziende.

Importanti i numeri che testimoniano la crescita nazionale dell’azienda. Queste le stime per l’anno precedente:
investimenti per 453 milioni, con incremento del 44,7%;
produzione per 696,4 milioni, con margine lordo di 235,1 milioni;
utile netto per 8,4 milioni, reinvestito come da indirizzo dell’azionista unico Regione Puglia.

Aggiudicate anche 270 gare per 498 milioni, nel triennio si prospetta possano raggiungere i 3 miliardi. Garanzia per l’AQP come stazione appaltante del Mezzogiorno.

Così, si procede anche in economia circolare con un estensione del riuso delle acque affinate. Nel 2028 sarà possibile restituire all’agricoltura 130 milioni di metri cubi di acqua rigenerata.

In parallelo, inaugurata la Control Room, centro di monitoraggio digitale e gestione predittiva delle reti.