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La Puglia protagonista al Festival dello Sport di Trento

Da Lecce a Taranto, passando per Grumo Appula e Andria: quattro grandi protagonisti hanno portato la Puglia sul palcoscenico della nona edizione del Festival dello Sport

La Puglia dello sport ha avuto un posto di primo piano alla nona edizione del Festival dello Sport di Trento. Dal calcio al tennis, fino all’atletica e alla marcia, sono stati diversi i campioni legati alla nostra regione che hanno partecipato alla grande manifestazione organizzata da La Gazzetta dello Sport e Trentino Marketing.

Dal 1° al 4 ottobre Trento si è trasformata in una vera e propria capitale dello sport, con oltre 150 appuntamenti e più di 300 protagonisti tra atleti, allenatori, dirigenti e leggende dello sport italiano e internazionale. Un’edizione dedicata agli “Invincibili”, capace di richiamare circa 60 mila persone.

E tra i tanti campioni arrivati in Trentino, la Puglia ha potuto riconoscersi in quattro nomi che hanno scritto pagine importanti della storia dello sport italiano: Marco Materazzi, Roberta Vinci, Massimo Stano e Francesco Fortunato.

Materazzi, il campione del mondo nato a Lecce

A rappresentare il calcio pugliese c’era Marco Materazzi, nato a Lecce il 19 agosto 1973 e diventato uno dei protagonisti più riconoscibili della Nazionale italiana campione del mondo nel 2006.

Materazzi è stato tra gli ospiti della prima giornata del Festival. Il 1° ottobre, in Piazza Duomo, il difensore ha ripercorso la propria carriera nell’incontro “Marco Materazzi, la difesa come missione fra Inter e Nazionale”, presentando il libro MM23, un progetto fotografico dedicato alla sua vita e alla sua carriera.

Il ricordo è inevitabilmente tornato alla notte di Berlino del 2006, quando Materazzi fu protagonista della finale mondiale contro la Francia: segnò il gol del pareggio e realizzò uno dei rigori della serie finale che consegnò all’Italia il quarto titolo mondiale.

A Trento Materazzi ha quindi portato non soltanto i ricordi della Nazionale, ma una lunga storia di calcio vissuto ai massimi livelli, raccontata attraverso fotografie, cimeli (circa 5 mila) e aneddoti.

Un campione nato in Puglia che ha costruito la propria carriera lontano dalla sua terra, ma che non ha mai perso il legame con le proprie origini.

Roberta Vinci, la leggenda del tennis partita da Taranto

Dal pallone alla racchetta, un’altra grande protagonista pugliese è stata Roberta Vinci.

Nata a Taranto, Vinci ha raccontato proprio a Trento quanto la Puglia abbia avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione. Al Festival ha ricordato di aver iniziato a giocare a tennis da bambina, all’età di 5 anni, insieme al padre e al fratello proprio nella sua città.

Il 2 ottobre la campionessa tarantina è stata protagonista dell’incontro “Il mio tennis è leggenda”, a Palazzo della Provincia, oltre ad aver partecipato a un Meet&Greet con il pubblico.

La sua è una carriera che ha lasciato un segno indelebile nel tennis italiano e internazionale: quattro titoli mondiali, grandi successi in doppio insieme a Sara Errani e, soprattutto, quella straordinaria semifinale degli US Open 2015 contro Serena Williams.

A New York Vinci riuscì nell’impresa di battere la numero uno del mondo, qualificandosi per una finale tutta italiana contro un’altra pugliese, la brindisina Flavia Pennetta.

Proprio quella partita contro Serena Williams è stata uno dei momenti ricordati dalla tennista pugliese sul palco di Trento, insieme ai tanti episodi di una carriera costruita attraverso sacrifici, trasferte, lontananza dalla famiglia e una grande forza mentale.

Il racconto di Vinci ha avuto quindi un significato particolare per il pubblico pugliese: prima della campionessa internazionale c’era infatti la bambina che aveva cominciato a impugnare una racchetta a Taranto.

Stano, dall’entroterra barese al tetto del mondo

Altra presenza pugliese è stata quella di Massimo Stano, nato a Grumo Appula e cresciuto a Palo del Colle, ormai uno dei simboli della marcia italiana.

Campione olimpico a Tokyo nella 20 chilometri, Stano è stato protagonista insieme agli altri medagliati degli Europei di Birmingham dell’incontro “Una marcia in più”.

Sul palco di Trento, insieme a Francesco Fortunato, Sofia Fiorini, Alexandrina Mihai e Andrea Cosi, ha raccontato le emozioni di una stagione internazionale particolarmente importante.

Per Stano il 2026 ha rappresentato un’altra stagione da protagonista. Agli Europei di Birmingham è arrivato il successo nella nuova maratona di marcia, una prova durissima sulla distanza dei 42,195 chilometri.

Stano ha parlato anche del significato di essere il capitano della nazionale italiana di marcia e dell’orgoglio per i risultati ottenuti dalla squadra azzurra.

La sua presenza ha rappresentato anche un ideale collegamento con il territorio barese e con una disciplina che in Puglia ha trovato negli anni interpreti di assoluto rilievo.

Fortunato, l’orgoglio di Andria

Insieme a Stano c’era Francesco Fortunato, originario di Andria, un altro dei protagonisti della grande stagione della marcia italiana.

Fortunato è stato tra i protagonisti dell’incontro dedicato agli Europei di Birmingham, dove ha conquistato la medaglia d’argento nella mezza maratona di marcia.

Il Festival dello Sport lo ha indicato esplicitamente come uno dei protagonisti pugliesi della giornata dedicata alla marcia.

Fortunato ha raccontato una stagione particolarmente positiva, caratterizzata da numerosi successi e dal record europeo realizzato nel corso dell’anno.

Il suo percorso, dalle prime esperienze sportive in Puglia fino alla nazionale azzurra, rappresenta un’altra storia di talento e sacrificio partita dal territorio regionale e arrivata ai massimi livelli internazionali.

Quattro campioni, una sola terra

Materazzi, Vinci, Stano e Fortunato appartengono a discipline diverse e a generazioni differenti eppure hanno qualcosa di importante in comune: la Puglia.

A Trento, dunque, la Puglia non è stata soltanto rappresentata: è stata raccontata attraverso le storie dei suoi campioni.

Quattro storie diverse, quattro campioni, quattro orgogli pugliesi.

E a Trento, per quattro giorni, il cuore dello sport italiano ha parlato anche pugliese.

di Simona Rutigliano

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